a  rivoluzione del '89 apportò nel mondo anche l'eguaglianza della toletta: non vi furono più parrucche, ne cipria sui capelli, nè boccoli alle tempie, e la faccia apparve completamente rasata: perciò quest'arte da allora ha subito modificazioni molto notevoli ovunque.
Oggi i parrucchieri non sono più flebotomi, più dentisti, più  musicanti: pochi lavorano i capelli da donna: il commercio ha sostituito tutte queste occupazioni: e così abbiamo barbieri che sono negozianti di profumerie, di tinture di bigiotterie, biancherie, bastoni, ombrelli, cravatte, ecc.  Oltre a queste mutate occupazioni si è sviluppato in un ventennio, un grande spirito di modernità e di miglioramento nei barbieri. E l'illustre Parini, non potrebbe ripetere ora la sua meravigliosa satira in morte (supposta) del suo barbiere Sfregia. Egli scrisse:

"Una scranna quivi era,

Che aveva per ben due secoli conteso

Col tempo, suo nemico.

Parea di verde antico

Al sol sentirla, e tratti avea sì fini

Che a chi vi sì appoggiava

Giva facendo mille vaghi inchini".

Invece oggi si usano sedie soffici,  eleganti, giranti, munite di poggiatesta e braccioli. Certo il nostro poeta non troverebbe argomento alla sua critica, perocché all'epoca sua era così: e quei sistemi e costumi si sono praticati fin oltre la metà del secolo decorso, e, in qualche cittadella di provincia, perdurano ancora.